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lunedì 6 luglio 2009

Come scrivere una lettera di accompagnamento al cv

La lettera di accompagnamento al curriculum non è necessaria, ma è certamente uno strumento utile soprattutto per chi desidera proporsi per una area specifica non automaticamente prevista rispetto alla sua preparazione scolastica (per esempio un geometra che vuole occuparsi di commerciale, un laureato in lettere che si propone per la direzione del personale…,). o alla esperienza già conseguita (per esempio un traduttore che vuole proporsi come venditore)

La lettera di accompagnamento comunque valorizza ogni curriculum in quanto focalizza l’oggetto della comunicazione e propone, se ben impostata, gli elementi a sostegno della propria candidatura e evidenzia le coerenze fra il proprio bagaglio scolastico e esperienziale e le caratteristiche conosciute almeno a grandi linee (è il caso di una risposta a una inserzione) o ipotizzate per ricoprire la posizione a cui si propone.
Nulla a che fare con una ”lettera formale di cortesia”, ma invece una vera e propria “lettera commerciale” che può aiutarci a proporci dando più forza alla nostra professionalità.

L’ESPERTO

La lettera di accompagnamento non è obbligatoria. Nessuno si stupirà se non la allegherete al vostro curriculum, ma ogni selezionatore apprezzerà chi ha avuto l’attenzione e la cura di aggiungerla.
Se la vostra storia professionale è un po’ complicata oppure se desiderate cambiare professione, la lettera diventa ancora più importante e si rileverà lo strumento fondamnentale per comunicare con efficacia e chiarezza focalizzando fra i tanti gli aspetti che davvero potrebbero interessare il vostro interlocutore.


La lettera di accompagnamento è, quindi, “l’area intelligente” del curriculum.
E’ lo strumento attraverso cui proporre la propria professionalità in modo che l’interlocutore possa identificare rapidamente le eventuali coerenze con le sue necessità.
Per scrivere una lettera di accompagnamento efficace basta avere una avvertenza: ricordarsi di centrare la propria attenzione sul destinatario e quindi sui suoi bisogni (non sulle nostre aspirazioni!).

Quindi, se nel curriculum si schematizzano le proprie caratteristiche e esperienze in modo oggettivo (anche se non perdendo mai di vista la focalizzazione all’interlocutore e quindi dando pesi diversi ad aspetti diversi rispetto alla posizione a cui ci si riferisce), nella lettera di accompagnamento si propongono le “motivazioni all’acquisto” che dovrebbero spingere chi ci legge a incontrarci per approfondire la conoscenza. Proprio come un buon venditore non si limita a presentare il prodotto, ma cerca di capire i bisogni del cliente per proporgli una soluzione.


Una guida per impostare una lettera di accompagnamento efficace:

1) Riporta l’oggetto chiaro della lettera (o della mail) e quindi Riferimento alla vostra inserzione numero 75 pubblicata dal Corriere della Sera il 5 maggio oppure Proposta di candidatura neolaureato area finanza


1) Considera 3 coerenze oggettive (scolarità e/o esperienze) che ti sembra possano renderti un candidato interessante per l’area o posizione a cui ti proponi. Non considerare perché quel ruolo ti piace, ma focalizza quali potrebbero essere le “convenienze” per il tuo interlocutore e quindi gli aspetti che potrebbero tranquillizzarlo sul fatto che saresti in grado di soddisfare la posizione. Più semplice nel caso tu risponda a una inserzione o comunque sappia qual è la posizione in gioco, meno se ti proponi spontaneamente.

1.a……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
perché…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
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2.a……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
perché………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….
3.a……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
perché………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

Altre eventuali
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· imposta un testo di 8/10 righe con un linguaggio chiaro, preciso e non burocratico utilizzando come scaletta l’esame delle 3 competenze ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….
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· Termina con i saluti e la firma (nome e cognome, non il titolo)

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estratto dal mio libro Promuovere se stessi, edito da Il sole 24ore

domenica 5 luglio 2009

I limiti di un cv cronologico

Il curriculum sulla base di un ordine cronologico ha dei limiti che possono impedire di valorizzare appieno la propria preparazione. Tale impostazione tende infatti ad appiattire titoli e corsi di diversa rilevanza e a premiare percorsi maturati nella stessa area, mortificando professionalità acquisite in posizioni e ruoli diversi.
Vediamo quindi come si potrebbero presentare secondo un altro ordine logico gli studi e le esperienze professionali del curriculum.
a) Gli studi Nel caso di storie articolate, l'area degli studi potrebbe essere scomposta in tre diverse categorie:
* Studi, in cui riportare maturità e laurea;
* Corsi nell'area di specializzazione (per esempio corsi specifici di marketing) e qui indicare, secondo ordine di importanza, i diversi master, corsi di specializzazione o seminari che afferiscono a questo ambito;
* Altri corsi, in cui riportare gli altri corsi fatti, scremando così informazioni determinanti da quelle secondarie.Gli interventi formativi che riguardano le lingue e l'informatica saranno invece riportati nelle rispettive aree.
b) Le esperienze professionali Una storia professionale, può anche avere "anime" diverse e quindi il semplice ordine cronologico mortificarne una, magari quella che proprio ci servirebbe da ponte fra noi e la posizione a cui ci proponiamo. Per esempio, una persona potrebbe essersi occupata, magari anche contemporaneamente, di segreteria e di organizzazione eventi, due attività nella sostanza diverse e che potrebbe convenire valorizzare separatamente. In questo caso si potrebbero scorporare in due aree di competenze: Esperienze di segreteria; Esperienze nell'organizzazione eventi.
Se si utilizza l'ordine cronologico è sempre meglio presentare per prima l'ultima esperienza anche perché questa, se frutto di una storia coerente, dovrebbe essere la massima espressione del proprio percorso.

Il cv europeo

Se desiderate proporvi nell’ambito della pubblica amministrazione o candidarvi per un lavoro all’interno della comunità europea, invece di inviare i vostri dati secondo una impostazione personale può essere opportuno inviarli secondo uno standard preciso riconosciuto ufficialmente in tutta la comunità europea.Attenzione perché lo standard per impostare un curriculum europeo è cambiato e oggi il modello di riferimento non è più il “curriculum formato europeo”, ma “l'Europass curriculum vitae”!Si tratta di un modello che consente di descrivere le esperienze di studio e di lavoro e le competenze sviluppate da una persona, al momento della presentazione di una candidatura per un lavoro o per la prosecuzione di un percorso formativo. Fornisce informazioni su: * dati personali * competenze linguistiche * esperienze lavorative * percorsi di istruzione e formazione * competenze personali sviluppate anche al di fuori di percorsi formativi di tipo tradizionale Se si intende utilizzare il formato Europass CV per cercare un lavoro in Italia, è opportuno aggiungere la seguente nota sulla privacy: "autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 "Codice in materia di protezione dei dati personali" .
Il form in Italiano Scaricalo dal sito Europass cliccando qui Esempio di CV il ItalianoTroverete esempi in tutte le lingue comunitarie cliccando qui Se desiderate essere accompagnati nella compilazione del curriculum europeo troverete istruzioni chiare, passo per passo cliccando qui

Cinque principi base per un buon CV (suggeriti da Europass)
1. Concentratevi sui punti essenziali* Un CV dev'essere breve: nella maggior parte dei casi bastano 1/2 pagine. Ad ogni modo, non superare le 3 pagine.
* Se la vostra esperienza professionale è limitata, descrivete innanzitutto la vostra istruzione e formazione, specificando le attività lavorative svolte durante la formazione* Se le competenze linguistiche sono importanti per il lavoro per il quale presentate domanda, compilate l'Europass Passaporto delle lingue disponibile su questo sito e allegatelo al CV. 2. Siate chiari e concisi * Usate frasi brevi. Concentratevi sugli aspetti principali della vostra formazione ed esperienza professionali. * Spiegate eventuali interruzioni durante i vostri studi o la vostra carriera.
3. Adattate il CV al posto per il quale presentate domanda * Prima di inviare il CV ad un datore di lavoro, controllate che corrisponda al profilo richiesto. * Non inserite esperienze lavorative o formazione non importanti ai fini della domanda. * Sottolineate i vostri punti di forza rispetto alle esigenze specifiche del futuro datore di lavoro. * Attenzione: non gonfiate artificialmente il vostro CV: se lo fate, è probabile che ciò venga scperto durante un colloquio.
4. Fate attenzione a come presentate il CV* Indicate capacità e competenze in modo chiaro e logico per evidenziare i vostri punti di forza. * Fate attenzione a dettagli quali ortografia e punteggiatura. * NB: Stampate il CV su carta bianca. * Mantenere font e layout suggeriti.
5. Verificate il CV una volta compilato * Eliminate ogni errore di ortografia e assicuratevi che sia esposto in modo chiaro e logico. * Fate rileggere il vostro CV ad una terza persona per essere certi che il contenuto sia chiaro e comprensibile.

Scrivere un cv è semplice, farne una comunicazione efficace meno

Scrivere un curriculum è semplice.
Impostare una comunicazione che valorizzi la propria storia e catturi le esigenze dell’interlocutore, è però altra cosa. La differenza è nella personalizzazione, che rende interessante il contenuto e lo fa emergere.

Le premessa per stendere un testo davvero efficace è:
· riconoscere la propria preparazione,
· interrogarsi sulle esigenze di ogni diverso interlocutore
· valutare ogni volta quali aspetti sia più opportuno evidenziare rispetto alle esigenze del destinatario

Chiarezza, precisione e sintesi, sono i requisiti di un buon cv, ma contrariamente a quanto si ritiene, lo sforzo non deve essere quello di contenere in una o due pagine tutto quanto riguarda la propria storia formativa e esperienziale, ma selezionare le informazioni rispetto alla posizione a cui ci si propone di volta in volta. La comunicazione deve essere quindi personalizzata e mirata, il rischio altrimenti è di un curriculum banale e piatto in cui non emergono gli elementi che possono renderlo davvero interessante.
Non basta che una storia professionale sia ricca, deve essere percepita come pertinente.

La prima lettura dei cv è “a colpo d’occhio” e in questo brevissimo tempo/spazio a disposizione bisogna sforzarsi di catturare l’attenzione di chi ci legge, palesandogli l’idea che potrebbe esserci una convenienza nell’approfondire la nostra conoscenza.

Tanto più invece il nostro curriculum sarà piatto, tanto più la selezione si concentrerà su dati quali: l’ età, preferendo generalmente candidati più giovani; le votazioni, scegliendo chi ha ottenuto ottimi risultati e il sesso, optando per candidature maschili. Elementi decisamente meno rilevanti in un cv ben scritto.

Se una professionalità convince è perché si è compreso che potrebbe soddisfare i requisiti della posizione. Poco importa a questo punto se il candidato ha 45 invece che 30 anni e le stesse obiezioni circa un suo maggiore costo e una sua ipotizzata minore duttilità, passeranno in secondo piano. Se un giovane laureato ha elaborato una tesi sul mercato in cui opera l’azienda a cui si propone, oppure ha seguito un corso sui macchinari installati in quello stabilimento, lo si convoca anche se si è laureato in ritardo.
Tutto questo, però, solo se queste informazioni sono emerse chiaramente nella lettera di accompagnamento e nel cv.

Quindi, anche per superare i pregiudizi che il selezionatore potrebbe avere, c’ è un’arma potente: imparare a presentarsi valorizzando la propria esperienza in modo che chi la legge colga facilmente in essa la risoluzione a un suo problema. Una storia deve essere proposta a misura dell’interlocutore dopo aver riflettuto su quali aspetti, progetti, conoscenze possono interessargli di più ipotizzando corrispondano all’ identikit che si è fatto del candidato ideale per ricoprire il ruolo per cui cerca.
In conclusione: scrivere un cv banale è facile, basta attenersi alle solite regole o ancor più semplice compilare un form o utilizzare il modello europeo, ma in questo testo la posta è un’altra: scrivere un curriculum che salti davvero all’occhio e non per presentazioni pirotecniche, artifici grafici o carte colorate, ma semplicemente perché scritto bene pensando ai punti di contatto fra la propria esperienza e il destinatario.

Le 7 aree di un cv

Le aree di un curriculum

Normalmente un cv è organizzato in 7 aree, ve le proponiamo di seguito. Nei tot (indicare numero) diversi esempi riportati più in là nel testo potrete osservare come possono venire caratterizzate e come acquisiscono una rilevanza diversa, in relazione alle storie professionali e alle differenti posizioni a cui ci si propone.

Dati anagrafici

· Nome e cognome, senza alcun titolo.
· Data e luogo di nascita
· Indirizzo, per semplicità potete riportate semplicemente l’indirizzo in cui abitate.
· Recapiti telefonici, indicate senza preoccupazione anche il vostro numero di ufficio, precisando che non è il vostro numero privato, chi vi contatterà saprà essere riservato. Riportate anche il numero del vostro cellulare, a cui avrete collegato una segreteria telefonica
· e.mail, meglio non utilizzare quella dell’ufficio dotatevene di una personale
· Stato civile, a rigore non è da indicare
· Nazionalità, nel caso si sia stranieri o si invii un cv in altra nazione. Se non si è italiani è bene indicare anche i dati del permesso di soggiorno e di lavoro
· Fotografia, da allegare solo se richiesta. Generalmente va bene formato tessera.



Studi compiuti

Nell’organizzare la sezione degli studi si può scegliere tra due modelli di elencazione: cronologico dall’esperienza più recente oppure dall’esperienza più remota.
Per ogni passaggio indicare: titolo, data di conseguimento, istituto/università, città, votazione conseguita (che si può omettere, ma la cui dimenticanza dichiara un percorso non perfetto).
A proposito dei percorsi di laurea, indicarne il livello e la durata precisando per maggiore chiarezza se si tratta del vecchio o del nuovo ordinamento e eventualmente, se la comunicazione risultasse migliore, riportate anche la classe di riferimento.

Se si sono interrotti gli studi, conviene indicarli comunque segnalando gli esami eventualmente sostenuti.

Nel caso si sia cambiato percorso universitario, due le scelte: non dare l’informazione, con il rischio però di tempi dilatati fra il conseguimento della maturità e laurea, oppure specificarlo trattandone anche nella lettera di accompagnamento e spiegandone le ragioni. Se possibile si cerchi di valorizzare comunque gli studi fatti in relazione alla posizione a cui ci si propone (se possibile, altrimenti meglio non esagerare con le giustificazioni!). Per esempio un ragazzo che ha frequentato Farmacia e poi passa ad Economia potrebbe segnalare gli esami/studi affrontati nel primo percorso, se si propone per il marketing di una azienda di cosmesi.

Un neolaureato può evidenziare alcuni esami specifici del suo percorso, in coerenza con la posizione verso cui si propone.

Chi ha sviluppato percorso all’estero, non riporti solo il titolo conseguito, ma ne specifichi durata, materie e obiettivi. Se è possibile specifichi l’equiparazione con i titoli italiani.

Alla tesi si deve dedicare uno spazio coerente con la rilevanza che si intende attribuirle. Un laureato che ha svolto un lavoro che ha delle attinenza con la posizione a cui si propone, potrà valorizzarlo in 4/5 righe riportando: tesi, obiettivi, metodologia, risultati.

Le esperienza Erasmus o analoghe sono sempre da segnalare indicando: periodo, durata, località e esami sostenuti

In questa aree è da riportare anche il tirocinio obbligatorio o lo stage pre o post laurea. I neolaureati riporteranno questa voce, specificandola, anche nell’area dedicata alle esperienze professionali.


Corsi di specializzazione

Meglio separarli dalla voce Studi e organizzarli, se è il caso, in due aree:
i corsi di specializzazione/approfondimento su tematiche relative al ruolo per cui ci si propone;
i corsi su tematiche diverse.
Obiettivo è non confondere in un elenco dati di rilevanza diversa.
In quest’area la cronologia può prendere il posto alla rilevanza: un Mba sarà sempre la prima informazione da dare, anche se non si tratta dell’ultima esperienza formativa.

Indicare titolo (o materia se la lettura può essere semplificata), diploma o certificazione eventualmente conseguito, durata in ore/giorni/anni secondo i casi, istituto/università, obiettivi formativi, principali argomenti affrontati.
Lo spazio da dedicare al singolo corso sarà in relazione alla rilevanza assoluta ma anche relativa (un neolaureato tratterà in modo esteso: 4/5 righe il master appena concluso che è durato 6 mesi. Lo stesso master sarà riportato in due righe o solo enunciato, con l’avanzare della sua esperienza professionale).
Se l’elenco dei corsi sostenuti è troppo esteso, meglio raggrupparli per aree.

Sono da riportare anche i corsi erogati dalla propria azienda.

Non si riportano in quest’area corsi che hanno a che fare con le lingue o l’informatica a cui sono dedicati spazi specifici.


Lingue straniere

E’ una area che assume sempre più importanza, riportare le lingue e il grado di conoscenza. Se non avete conseguito certificazioni ufficiali, indicate pure i corsi sostenuti indicando il livello o utilizzate la griglia per l’autovalutazione delle competenze linguistiche che riportiamo, a cui fa riferimento al Quadro Comune Europeo.

In quest’area sono da riportare anche esperienze di vita e lavoro all’estero (anche nel caso si tratti di cosiddetti “lavoretti”). E’ da ribadire anche l’eventuale Erasmus


Conoscenze informatiche

Area che assume una rilevanza diversa rispetto alla posizione a cui ci si propone. Il dettaglio richiesto a un informatico evidentemente sarà diverso rispetto al semplice utilizzatore.

Evidenziare pacchetti, applicativi e tool specifici della professione.

Anche in questo caso si può attestare la conoscenza dell’utilizzo del p.c. con il diploma Ecdl (European computer driving licence), definita anche Patente europea per l'uso del computer, una certificazione della formazione informatica di base rilasciata in 17 paesi europei. Serve per attestare la capacità di lavorare col personal computer e con le comuni applicazioni e la conoscenza essenziale della tecnologia dell'informazione (IT) a livello dell'utente generico.

Le esperienze professionali

Nel caso di esperienze senior, le esperienze professionali sono frequentemente proposte in apertura del curriculum.
Qui i neolaureati riporteranno anche le esperienze di stage, indicando che si è trattato di tirocinio, ma riportando con precisione azienda, periodo, progetto seguito, competenze sviluppate.

E’ l’area fondamentale per la maggior parte dei cv a cui è importante attribuire importanza e rilevanza. Le esperienze sono generalmente proposte dalla più recente oppure, nel caso di storie più articolate e diversificate, organizzate per aree di competenze o tipologia di professioni (come troveremo evidenziato in alcuni dei cv che di seguito vi proponiamo).

Generalmente si attribuisce più importanza all’esperienza più recente, a meno che il candidato non voglia collegarsi più opportunamente data la posizione a cui si propone ad altre esperienze

Le diverse esperienze vanno presentate in modo chiaro e preciso indicando periodo, azienda e tipologia, posizione ricoperta, job description con dati per dimensionarla correttamente, progetti affrontati e risultati conseguiti.

Attenzione, nessuna posizione, neppure quella più elementare, enunciata specifica automaticamente il contenuto del ruolo. Non indicate quindi mai solo “Controller”, ma declinate quanto avete svolto in 4/5 righe, che possono arrivare ad essere 6/7 nel caso di esperienze più complesse o recenti. Neppure un giovane al primo lavoro può quindi limitarsi a una rapida definizione, il ruolo va descritto bene e con precisione. Sarà questa molto probabilmente l’area a cui il selezionatore presterà più attenzione.

Nell’impostarla, ricordate sempre le esigenze di focalizzazione rispetto agli aspetti che ritenete possano interessare di più il vostro interlocutore. Selezionate quindi fra i tanti, i progetti e gli aspetti più pertinenti.

Quest’area può essere resa più leggibile se all’escursus delle diverse esperienze viene anticipato da una Sintesi delle esperienze sviluppate. 6/7 righe in cui evidenziare gli aspetti più rilevanti e significativi delle esperienze, dei progetti e dei risultati conseguiti.


Hobby e interessi

E’ un’area assolutamente secondaria nel cv (non si scelgono i candidati da convocare in virtù degli interessi o sport praticati) ma che sarà invece approfondita specie per i giovani, durante il colloquio di selezione. Occasione questa in cui non ci si limita a osservare conoscenze e esperienze (come con la lettura del cv) ma ci si incuriosisce anche sulla persona, caratteristiche e carattere.

Meglio riportare sport e interessi solo nel caso se ne abbiano di particolari o si voglia attraverso la loro espressione raccontare delle proprie caratteristiche personali. In questo caso sarà bene spiegare al selezionatore la chiave di lettura che proponete (sportivo, quindi: so lavorare in gruppo, piuttosto che so resistere allo stress infatti durante le gare, oppure ho grande capacità di concentrazione oppure ancora, presto attenzione alle mosse dell’avversario).

Liberatoria

Il cv deve essere sempre chiuso dalla liberatoria sulla privacy e firmato. E’ sufficiente la formula: Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del Dlgs 196 del 30 giugno 2003”