per chi vuole, deve o crede di cambiare lavoro
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venerdì 17 luglio 2009

Vuoi sperimentarti con 200 domande di selezione?



Il selezionatore generalmente “non interroga” il candidato che preferisce invece lasciare parlare liberamente soprattutto nella prima fase dell’intervista per coglierne meglio la personalità e le caratteristiche di base. Se necessario chiede delle precisazioni e dei chiarimenti.
Ma non tutti i selezionatori seguono la stessa tecnica ed è anche vero che di fronte a candidati “avari di informazioni” che tendono a non parlare se non sollecitati si può che sperare che la conversazione si scaldi un po’ aiutandosi con alcune domande di apertura.
Eccone alcune per esercitarvi.
Cercate di non limitarvi a rispondere brevemente o semplicemente con un sì o non. Articolare bene la vostra risposta anche per evitare che le domande si susseguano le une alle altre. Rispondete sempre a ogni domanda, se la giudicate troppo intima tenetevi sul generale, ma non rifiutatevi
La sincerità è importante, ma dovete sempre tenere presente che il vostro approccio deve essere di vendita del “prodotto se stessi” al meglio valorizzando le vostre capacità e riconoscendo i vostri evidenziando la vostra capacità di autocritica.

Che riguardano la propria persona in generale

· Quali sono i suoi pregi e quali i suoi difetti?
· Come si potrebbe descrivere?
· Qual è la sua caratteristica che le crea maggiori problemi?
· Qual è la sua caratteristica che la aiuta maggiormente?
· Si piace?
· E’ soddisfatto di sè?
· Crede di piacere agli altri?
· Come crede che il suo migliore amico la definirebbe?
· Le piace organizzare?
· Crede di essere creativo?
· Crede di essere intuitivo?
· E’ determinato?
· Crede di essere una persona simpatica e affabile?
· E’ aperto?
· E’ preciso?
· E’ determinato?
· Non si lascia scoraggiare?
· Ha ritmi costanti di lavoro?
· Che rapporto ha con l’aggressività degli altri?
· Le piace lavorare?
· E’ collaborativo?
· E’ generalmente disponibile?
· Come crede la definirebbe invece il suo peggiore nemico?
· I suoi genitori intervengono spesso sulle sue scelte?
· E’ fidanzato (sposato)?
· Vorrebbe avere figli ? (domanda che come ben sappiamo viene spesso rivolta alle donne. Come rispondere? Rispetto alle proprie caratteristiche e carattere: sì, ma non ora; non ho studiato fino a questo punto per dedicarmi con tutte le mie energie solo alla famiglia; è una decisione che rimando; certamente non influirà sul mio lavoro, so organizzarmi bene; no, non mi piacioni; no, no, sono interessata alla carriera.....; no, non posso...)
· Quali i suoi interessi?
· Quali i suoi hobby?
· Quanto tempo dedica a questi?
· Ha mai svolto ruoli nel “sociale”
· Quali sport pratica?
· Quali sono i valori in cui crede?
· Cosa le da più fastidio in una persona?
· Come passa il suo tempo libero?
· Quali sono le sue caratteristiche che vorrebbe modificare?
· Quanto tempo vuole dedicare alla sua vita privata?
· Ha molti amici?
· Quali i suoi rapporti con la sua famiglia?
· Quando è libero da impegni come passa le sue giornate?

Che riguardano l’ambito scolastico

· Quali materie preferiva a scuola?
· Quali materie che le piacevano meno?
· Come sono stati i rapporti con gli insegnanti?
· Generalmente studiava in gruppo o da solo?
· Ha avuto incarichi ufficiali all’interno di comitati scolastici?
· Ha avuto mai dei problemi scolastici? Come li avete risolti?
· Perché ha scelto quel percorso di studi? E’ contento o a conti fatti sarebbe stato meglio intraprendere un’altra strada?
· Fino a che punto i suoi genitori hanno influito sulla sua scelta?
· Mi racconta un episodio spiacevole?
· Mi racconta un episodio spiacevole?
· Che giudizio da del suo esame di maturità?
· Come ha impostato il suo lavoro di tesi?
· Si è sempre sentito valutato correttamente dai suoi insegnanti?
· Incontrava i suoi compagni anche al di fuori del contesto scolastico?
· Come può descrivere il suo ruolo all’interno del gruppo di suoi compagni?
· L’impegno scolastico ha assorbito gran parte del suo tempo?
· Ritiene che il voto che ha preso sia commisurato al suo impegno?
· Se il voto non è stato quello che si aspettava cosa è successo?
· Ha fatto delle piccole esperienze di lavoro?
· Se sì, come ha fatto a conciliarle con gli impegni scolastici e professionali?
· Ha approfondito particolarmente qualche materia?
· Ha frequentato corsi di approfondimento extrascolastici?

Se i risultati non sono stati brillanti ci si può aspettare domande quali:

· Come mai questo voto di laurea (o di maturità)?
· Come mai si è laureato (diplomato) in un tempo più lungo?
· Quale è stato il fattore che più ha ostacolato il suo percorso?
· Il voto corrisponde realmente alla sua preparazione?
· E’ preoccupato di come questo voto possa influire sulla valutazione dei selezionatori?

Che riguardano l’ambito professionale (per chi ha già una esperienza)

Il livello di approfondimento di questa area dipende ovviamente dalla complessità e dalla dimensione organizzativa della posizione ricoperta e le domande sono strettamente collegate alle tipicità del ruolo. Le domande poste a un professionista degli Acquisti avranno certamente un contenuto diverso da quelle rivolte invece ad uno specialista del Marketing. Ma in generale potrebbero essere:

· Mi racconta delle sue esperienze professionali?
· Quali sono state le sue responsabilità principali?
· Quale l’attività in cui crede di aver dato il meglio?
· Quale l’attività o la situazione in cui rende meno?
· Fra i diversi compiti quale le interessa di più?
· La sua esperienza professionale complessiva qual è?
· Qual è l’obiettivo della posizione che ricopre?
· Quali sono le competenze che ha sviluppato?
· Quali i suoi margini di autonomia?
· Quali sono i principali progetti che ha seguito?
· Quali i risultati più interessanti?
· Quali le sue competenze manageriali?
· Quali sono le sue competenze gestionali?
· Mi descrive la sua posizione nell’ambito dell’organigramma della sua azienda?
· Quali sono le tipicità della posizione che ricopre?
· Quali le criticità della sua posizione?
· Qual è l’elemento più difficile da tenere sotto controllo?
· Quale budget gestisce?
· Mi può dimensionare la sua posizione?
· Con quali altre funzioni aziendali entra in contatto?
· Ha seguito progetti intersettoriali?
· Ha avuto contatti con altre aziende?
· Fa parte di comitati o gruppi di decisione aziendale?
· Segue dei progetti in gruppo? Ha un ruolo specifico?
· Quale altra posizione vorrebbe ricoprire nella sua azienda?
· Per quale altra posizione all’interno della sua stessa azienda si sente preparato?
· Perché cerca una nuova occupazione?
· Quali sono le problematiche del settore in cui opera?
· Mi presenta la sua azienda?
· Quali prodotti commercializza?
· Quali sono i principali compiti?
· Quali sono gli obiettivi della sua posizione a breve termine?
· E a medio?
· E a lungo?
· Per quali ragioni ha scelto l’azienda dove lavora oggi?
· Quali altre alternative aveva?
· E’ soddisfatto della posizione che ricopre oggi?
· Per quale ragione oggi si trova qui?
· Cosa si aspetta da un nuovo posto di lavoro?
· Quali sono le sue prospettive di carriera?
· Che tempi si è dato per raggiungere i suoi obiettivi professionali?
· Quale fra le sue diverse esperienze professionali quella che l’ha interessata di più?
· Mi presenta la sua storia professionale rispetto alle competenze che ha acquisito indipendentemente dalle diverse esperienze?
· In quale competenza si sente più preparato?
· Quali metodologie applica?
· Quali sono stati i progetti più interessanti che ha seguito?
· Qual è il livello umano dei rapporti professionali?
· Che rapporti ha con i suoi colleghi?
· Che rapporto ha con il suo capo?
· Qual è l’aspetto che più la infastidisce del suo lavoro attuale?
· In quale aspetto si sente maggiormente sacrificato?
· Qual è il suo stipendio?
· Qual è il suo inquadramento?
· Quali sono le posizioni ricoperte dai suoi colleghi?
· Qual è l’obiettivo della posizione del suo superiore?
· Su quali aspetti non è d’accordo con l’impostazione del suo superiore?
· Ha bisogno di indirizzi chiari o preferisce avere un’ampia autonomia?
· Fino a che punto riesce a lavorare sotto stress?
· Ha operato in contesti ben strutturati o non?
· Che cosa non la soddisfa della posizione occupata?
· E’ soddisfatto della sua esperienza professionale?
· Quali lacune professionali crede di avere?
· Quali le eventuali lacune personali?
· Ha bisogno di avere un ruolo organizzativo ben definito oppure lavora bene anche in situazioni meno strutturate?
· Come funziona nell’emergenza?
· Preferisce lavorare in situazioni consolidate o cimetarsi in situazioni tutte da definire?

Che riguardano l’ambito professionale (per chi non ha esperienze precedenti)

· Quale attività le piacerebbe svolgere? Perchè?
· Ha approfondito questi aspetti? Come?
· Quando pensa a se stesso nel contesto lavorativo come si immagina?
· Come si immagina fra 2 anni?
· E fra 5?
· E fra 10?
· Che cosa si aspetta dal mondo del lavoro?
· Quando si è iscritto ala sua scuola/università che lavoro pensava che avrebbe svolto?
· Quali sono le aree professionali che le interessano di più? Perché?
· Verso quali posizioni si ritiene più affine? Perché?
· In quali contesti non crede riuscirebbe a lavorare bene? Perché?
· Preferisce lavorare da solo o in gruppo?
· E’ disposto ad accettare qualunque lavoro?
· Quali sono le sue caratteristiche personali che crede potrebbero aiutarla nel mondo del lavoro?
· Quale invece il suo difetto che potrebbe ostacolarla?
· Ha voglia di incominciare a lavorare?
· A cosa crede dovrà rinunciare?
· Come si sta guardando intorno per cercare un lavoro?
· Ha rinunciato già a qualche offerta?
· Ha già operato in contesti simili?
· Quali offerte erano?
· Perché ha rinunciato?
· Ha già sostenuto colloqui di selezione?
· Si è piaciuto?
· Come le sembra che siano andati?
· Ha già svolto dei lavoretti?
· Mi racconta del suo servizio militare (o civile)?
· Ha fatto esperienze di stage?
· E’ più importante per lei la carriera o la professione?
· A cosa è disposto a rinunciare per il lavoro?
· E’ ambizioso?
· Come coltiva i suoi interessi?

Che riguardano la posizione prospettata

· Le interessa la posizione che le ho presentato?
· Quali gli aspetti che meno la interessano?
· Le piace?
· Quali sono le coerenze che intravede fra lei e le sue esperienze e la posizione che le prospetto?
· Quale aspetto la preoccupa maggiormente della posizione che le presento?
· Cosa le sembra?
· Quali aspetti delle sue precedenti esperienze crede di poter trasferire nella posizione che le prospetto?
· Quali aspetti invece tralascerebbe e le dispiacerebbe?
· Quali sono le sue perplessità?
· Rispetto a quanto si aspettava come trova la mia offerta?
· Su quali aspetti si sente preparato?
· Su quali invece si sente scoperto?
· Con quale criterio si sta guardando intorno?
· Ha già valutato se esistono altre posizioni interessanti nell’azienda dove opera?
· Si è già proposto per uno sviluppo professionale all’interno?
· Quali sono le sue aspirazioni professionali?
· Quali le sue aspirazioni di carriera?
· Ha bisogno di ulteriori approfondimenti?
· Conosceva già la nostra azienda?
· Qual è la sua richiesta economica?
· Mi pare che lei non ricopra appieno la posizione. Cosa ne pensa?
· Crede che avrà bisogno di momenti formativi per prepararsi?
· Non mi sembra che la posizione le interessi molto?
· Mi pare che, sotto alcuni aspetti, la posizione che le prospetto sia meno complessa rispetto a quella che ricopre attualmente?
· Non mi pare ci siano le coerenze con la posizione che le prospetto. Lo crede anche lei?
· Mi dispiace, ma mi sembra troppo preparato rispetto alla dimensione della nostra posizione. Cosa ne dice?
· Le è comodo raggiungere il posto di lavoro?
· Quale vorrebbe fosse il suo prossimo traguardo professionale?
· Sotto quali aspetti ritiene che questa posizione potrebbe sviluppare la sua professionalità?




Otto passaggi per valutare come proporsi




1)Definizione del bagaglio professionale

· qual è il mio titolo di studio?
· quali sono le conoscenze che ho maturato fuori dalle mura scolastiche( letture, Hobby)
· conoscenza lingue, iinformatica etc
· 4)esperienze professionali maturate (lavori, lavoretti senza dimenticare di valorizzare le attività nel sociale e se possibile anche l'esperienza militare)

2)Il lavoro ideale

· di cosa vorrei occuparmi
· quali le caratteristiche del mio lavoro ideale in termini per esempio di: livello di autonomia, responsabilità, ambiente, ore di lavoro, zona geografica, retribuzione , inquadramento, prospettive di carriera etc
· gli elementi descritti mi sembrano logici e coerenti fra loro e coerenti con il mercato del lavoro

3)Il lavoro a cui mirare

· quali quindi sono le attività a cui mirare? ( citatene almeno 4)
· per ogni attività indicata considerate: i motivi (personali, professionali, caratteriali) percui potreste ricoprirle ,quali invece le lacune e come soddisfarle, quali le motivazioni "al vostro acquisto" da offrire ai vostri diversi interlocutori.)
4) I concorrenti

· ci sono molte altre persone che potrebbero aspirare alla mia stessa attività ?
· quali credo che possano essere i miei punti a sfavore rispetto a queste?
· e quali invece i miei punti forti?
· come potrei acquisire dei punti di vantaggio? Per esempio studiando cosa, leggendo cosa etc?


5) La strategia di promozione

· quali giornali e quando acquistarli per leggere le inserzioni?
· è il caso di pubblicare una inserzione?
· come impostare dei curriculum "tipo" che verranno aggiornati e personalizzati ogni volta rispetto al diverso interlocutore e posizione per la quale vi proponete.
· a chi inviare dei curricula spontanei?
· 5) è opportuno fare delle telefonate di promozione?
· quali riviste o supplementi leggere per sapere qualcosa di più sul mondo del lavoro?


6) Azione

· ricordatevi che in ogni caso è importante fare, fare, fare e non aspettare che le occasioni buone piovano dal cielo.
· cercare lavoro è un vero e proprio lavoro.
· meglio osare troppo che stare a guardare.

7)Controllo dei risultati

Da fare dopo 2 mesi dall'avvio della vostra strategia di promozione
· come sono andate le cose?
· ho fatto dei colloqui?
· qual sono state le posizioni che mi hanno prospettato?
· ho rinunciato io oppure non sono piaciuta?
· se credo di non essere piaciuta immagino anche il perché?
· posso fare qualcosa per "piacere di più"?
· sono stata efficace nel propormi professionalmente?
· come posso migliorare?
8) Rimpostazione della campagna di "vendita"

Prima di riavviare il ciclo di promozione è importante valutare se c'è qualche aggiustamento da operare per esempio studiando un programma di autoformazione o piuttosto decidendo di scegliere un'altra posizione a cui mirare.
Oppure perseverare ancora senza scoraggiarvi, ma anzi con più grinta e determinazione!

lunedì 6 luglio 2009

Scheda per tenere memoria dei colloqui svolti

E’ importante tenere una memoria dei colloqui fatti per poter affrontare un secondo colloquio nella stessa realtà, fare confronti fra diverse ipotesi e perfezionare meglio il proprio progetto professionale, in relazione alle risposte del mercato.



CHECK COLLOQUIO

Azienda……, il …..,
contatto: mi ha cercato? l’ho cercata io? Ho risposto all’inserzione che allego? Ho telefonato? Altro ?
Posizione offerta ….
Parlato con ……………ruolo


BREVE DESCRIZIONE POSIZIONE OFFERTA


PROGETTI


PUNTI FORTI


PUNTI DEBOLI


CONDIZIONI OFFERTE


In generale cosa me ne è parso


Come ci si è lasciati


Aree da approfondire


SUCCESSIVI ALTRI CONTATTI

Nome persone presenti…, data….

Contenuti/commenti

Come si è rimasti

domenica 5 luglio 2009

Il prima, durante e il dopo colloquio di selezione

Al colloquio di selezione spesso ci si presenta impreparati. Sembra strano a dirsi, ma succede il più delle volte: il candidato preoccupato e teso, sottovaluta il suo ruolo e si limita a una gestione passiva dell’incontro. Si sente osservato e non anche osservatore, selezionato e non anche selezionatore. Si tratta di un grave errore perché solo partecipando consapevolmente e attivamente all’incontro si potranno cogliere gli spunti per valorizzare la propria storia e, aspetto certo non secondario, si sapranno acquisire gli elementi per valutare se la proposta è in linea con le nostre aspirazioni.

Prepararsi a questo incontro richiede metodo, tempo e energia lungo un processo che parte prima e finisce dopo, sia che da parte del candidato che del selezionatore.

PRIMA: PREPARARSI AL COLLOQUIO

1)Focalizzare il proprio patrimonio professionale o esperienziale. Che si sia giovani al primo lavoro piuttosto che senior con anni di esperienza, sarà sempre buona cosa ripercorrere la propria storia ed avere la memoria fresca su dati e fatti, anche quelli che potrebbero sembrare secondari. Un attento bilancio personale e professionale sarà indispensabile per percorrere le tappe successive.
2) Considerare i propri obiettivi professionali e di carriera. Al di là del fatto che si stia stati contattati direttamente o ci si sia proposti sul mercato, è sempre importante darsi un progetto professionale. Aver presente quindi cosa si ricerca e per quali ragioni, soprattutto se si ha già una solida esperienza alle spalle e si potrebbe commettere l’errore di lasciare il vecchio posto per uno meno interessante. E’ bene comunque che anche chi è al primo impiego, abbia le idee chiare (o almeno non vaghe) sull’attività che desidererebbe svolgere piuttosto che scegliere solo rispetto alle offerte che riceverà. Darsi un progetto, non significa innamorarsene ciecamente! Ma darsi anche la possibilità strada facendo di cambiare idea, ma consapevolmente.
3) Fare luce sulle proprie esigenze e vincoli anche personali e considerare per quali offerte si sarebbe disposti eventualmente a barattarle. Un’altra bussola per orientarsi sarà proprio dare voce al proprio cuore “Mi sono appena laureato e voglio sforzarmi di cercare un lavoro interessante continuando a vivere nella mia città, prima di considerare l’ipotesi di trasferirmi”, piuttosto che un “Non ne posso più di viaggiare in continuazione, cerco un lavoro che mi permetta di stare di più con i miei figli”.
4) Informarsi sull’azienda (prodotti/mercati/numeri/concorrenti ect) e/o sulla società di consulenza che gestirà l’incontro (prassi/clienti/ metodi.)
5) Considerare quale potrebbe essere l’offerta. Provate a riflettete sul ruolo che credete (o conoscete anche solo se per somme linee se avete risposto a una inserzione o ricevuto una comunicazione trasparente) vi potrebbero offrire e su come questo potrebbe declinarsi data quella specifica azienda sapete nel caso di risposta a una inserzione o convocazione chiara) vi potrebbero offrire e su come potrebbe essere declinato in quella azienda specifica. Anche in questo caso sarà utile valutare se fra chi si conosce, direttamente o indirettamente, c’ è chi può aiutarvi. Ma, non fidatevi troppo e confrontate i commenti con le informazioni che avete raccolto. Non tutti i testimoni sono attendibili!
6) Confrontatevi rispetto a questo ipotetico ruolo e chiedetevi:
a) rispetto al vostro progetto.
Quali aspetti di questa posizione potrebbero interessarmi? Sono in linea con le mie aspettative? In quali punti si distanziano? Quali aspetti potrebbero essere critici e difficili da gestire? Su quali aspetti invece credo di non aver problemi? Quali i rischi?
b) rispetto al vostro interlocutore
Quali fra le mie esperienze/conoscenze/progetti potrebbero interessargli, dato il suo prodotto/mercato/clienti/tipologia di azienda etc? Quali invece potrebbero non convincerlo e come potrei giocarli al meglio? Quali aspetti potrebbero rendermi particolarmente interessante? Che caratteristiche potrebbero avere i miei concorrenti e come posso valorizzarmi rispetto a loro?
7) Informatevi su chi vi selezionerà: è un uomo del personale, quello che potrebbe essere il nostro futuro capo o collega di funzione, un consulente, uno psicologo? I registri da tenere infatti sono diversi e si entrerà più nel dettaglio delle esperienze se si ha di fronte qualcuno dell’area in cui potremmo essere inseriti, meno se si dialogherà con un esperto di selezione.
8) Considerate come e cosa raccontare di voi e preparatevi soprattutto alle prime classiche domanda: “Mi parli di lei”, “Mi racconti delle sue esperienze professionali”, “Perché ha fatto questi studi” . Potreste trovarvi a dover rispondere senza avere ancora idea del ruolo proposto, in questo caso vi manterrete più sulle generali altrimenti ovviamente evidenzierete soprattutto quanto potrebbe interessare il vostro interlocutore in relazione alle sue esigenze.
9) Fate mente locale alle più comuni domande di selezione e sperimentatevi, un po’ di fluidità, non guasta mai

DURANTE: IL GIORNO DEL COLLOQUIO

1)Ripassate mentalmente una vostra scaletta di autopresentazione
2) Riconsiderate ipotesi che avete fatto rispetto alle eventuali coerenze fra voi e la posizione.
3) Portate con voi un vostro curriculum, anche se molto probabilmente vi faranno compilare un questionario interno, vi sarà comunque utile per non fare conteggi
4) Presentatevi puntuali all'appuntamento, casomai avvertite
5) Focalizzatevi sul vostro interlocutore:
Chi è, quale ruolo ricopre e quindi a quali aspetti presterà più attenzione.
Osservatelo e considerate il suo approccio (all’inizio del colloquio bisognerà seguire il suo stile di conduzione poi, casomai, meno
6) Prestate attenzione a cogliete bene gli elementi della proposta professionale in particolare concentratevi su:
la posizione in azienda, cioè a che livello è inserita, da chi dipende e chi, eventualmente, gestisce.
i contenuti dell'attività che potranno essere definiti da:
- obiettivi da raggiungere
- progetti/attività in atto
- progetti/attività future
- criteri di misurazione risultati
- margini di autonomia
- sviluppi dell'attività
l'inquadramento previsto (attenzione, in Italia ci sono diversi contratti con inquadramenti diversi fate attenzione ad avere capito bene il livello di inserimento).
la retribuzione che è sempre da considerare annua lorda e mai mensile netta (anche in questo caso i diversi trattamenti potrebbero generare equivoci)
Non introducete, però, voi l’argomento retribuzione e inquadramento, se non alla fine del colloquio
7) Se alcuni aspetti non sono chiari, chiedete spiegazioni o dettagli, soprattutto per dimensionare e capire bene il ruolo che vi si prospetta. Il grado di approfondimento sarà maggiore se ci si trova di fronte al quello che potrebbe essere il nostro futuro capo o qualcuno comunque della funzione, piuttosto che se il nostro interlocutore è un consulente.
8) Cercate di instaurare un buon rapporto con il selezionatore
Evidenziate chiaramente gli aspetti di coerenza fra voi e la posizione prospettata, anche se non vi è richiesto esplicitamente. Trovate però "coerenze intelligenti e reali" e non a tutti i costi. Nel fare questo vi saranno di grande aiuto le riflessioni fatte nella fase del “prima del colloquio”. Denunciate anche (ricordando però sempre l’ottica di vendita) gli eventuali aspetti critici o aree scoperte, alleggerendole magari proponendo come superarli. Questa vostra capacità critica piacerà molto, perché e importante trovarsi di fronte a un candidato consapevole anche delle sue scoperture rispetto all’offerta.
A rigore, non rifiutatevi di rispondere a nessuna domanda, piuttosto circoscrivetela.
9) Terminato il colloquio, tornati a casa o in ufficio, stendete una breve nota su come sono andate le cose, sull’offerta, su come vi siete lasciati, sui dubbi e sulle certezze, sui pro e i contro eventualmente anche rispetto al lavoro che già avete.

DOPO: L'ATTESA, VIGILE

1)Riflettete sulla proposta che vi è stata fatta, raccogliete eventualmente altri dati, confrontatevi con conoscenti o amici che potrebbero aiutarvi nella valutazione. Considerate quali potrebbero essere i buoni motivi per farvi cambiare azienda e quali i rischi.
3) Considerate se avete voglia/interesse per un secondo colloquio o le informazioni che avete vi fanno già ritenere la proposta poco interessante.
3) Anche se vi sembra di essere piaciuti, non interrompete la vostra ricerca e se avete altri contatti portateli avanti. Soprattutto se siete al primo lavoro, continuate a promuovervi, potreste infatti aver convinto, ma la scelta ricadere su un altro candidato.
4)Aspettate che il selezionatore si faccia vivo e non sommergetelo di telefonate. Se non vi contatta significa che non ha ancora novità oppure che non siete il candidato che fa al suo caso. Sentitelo solo se dovete prendere urgentemente una decisione: per esempio un’altra azienda vi ha fatto una proposta e dovete decidere in tempi brevi. Non giocate questa carta ad arte per dar l’impressione di essere particolarmente ricercati!
5) Preparatevi per un eventuale secondo colloquio con la stessa realtà. Ora che sapete della posizione potrete ancora più efficacemente riflettere sulle coerenze individuando e proponendo le migliori "motivazioni all'acquisto". Potrete anche considerare meglio, e quindi proporre, come superare eventuali vostre lacune.
6) Valutate come impostare l’eventuale trattativa economica, se non se ne avete già parlato.

Il colloquio di gruppo

Per valutare giovani laureati e diplomati senza esperienza professionale, parecchie aziende e società di ricerca inseriscono nell'iter del processo di selezione anche il colloquio o dinamica di gruppo. Questa prova aiuta il selezionatore a cogliere le capacità di relazione dei candidati e quindi a poter dedurre come potrebbero inserirsi nell' azienda, relazionare con diverse funzioni e lavorare in gruppo. Aspetti che difficilmente si riuscirebbero a cogliere solo attraverso il classico colloquio a due. E' una tappa importante del percorso per l' identificazione della persona da assumere e concorre a formulare il giudizio finale.In alcuni casi, integrata ad altre prove e giudizi, può essere utilizzata anche per valutare lo sviluppo di carriera di un dipendente. In questo caso si costituirà un gruppo fra colleghi.Le diverse tipologie Il colloquio di gruppo può essere organizzato secondo due diverse formule:
+dinamica strutturata
+dinamica destrutturata
Si tratta di dinamica strutturata quando il selezionatore propone al gruppo un preciso caso da esaminare, prima individualmente e poi da discutere in gruppo. Due le varianti: un caso aziendale coerente con la posizione eventualmente da ricoprire ( una piano di marketing per futuri commerciali, un'analisi di bilancio per amministrativi) oppure un caso irreale scollegato dal contesto (è un caso ormai classico quello di un equipaggio sulla luna).
La dinamica destrutturata, invece, non prevede l'assegnazione di un caso. Il selezionatore definisce un arco di tempo che i partecipanti possono gestire, in gruppo, come preferiscono, rendendone poi i risultati. Decisamente più ansiogena, è utilizzata soprattutto nei casi in cui si deve valutare anche la creatività e la reattività generale dei candidati. Un consiglio: non impantanarsi in discussioni sulla politica estera o peggio ancora sul senso del lavoro, sulle proprie motivazioni o altri argomenti generici. Meglio invece proporre un argomento che permetta a tutti di "giocare" insieme, per esempio: organizzare un viaggio, arredare la stanza dove si è in previsione di una festa etc.
Come e' organizzato Si convocano 10/12 persone, anche candidate anche per posizioni diverse, e le si riunisce intorno a un tavolo. A queste viene sottoposto un caso che dovrà essere esaminato prima individualmente e poi discusso in gruppo, entro tempi definiti (dinamica strutturata) oppure lasciato del tempo, da organizzare (dinamica destrutturata).Uno o più selezionatori osservano i lavori e prendono nota di quanto succede.Diverso il caso del colloquio in gruppo, in cui si chiede semplicemente ai partecipanti di presentarsi e di raccontare le proprie aspettative, ma non è previsto un momento di interazione fra i presenti.
Cosa valuta il selezionatore Sia nel caso della dinamica strutturata che destrutturata, l'attenzione è puntata soprattutto sulle relazioni che si instaurano fra i partecipanti e secondariamente anche sulla metodologia che viene seguita per affrontare il caso.Non è il numero degli interventi a contare, quanto piuttosto la capacità di proporre e contemporaneamente di ascoltare, la capacità di accogliere argomentazioni e opinioni altrui, ma anche saper convincere.Le caratteristiche più interessanti da osservare durante il lavoro di gruppo, sono quindi le capacità relazionali in generale, la leadership, la qualità degli interventi e la metodologia di analisi e di risoluzione. Altro elemento importante è costituito dall' attenzione ai tempi e dal rispetto delle istruzioni assegnate.

Il colloquio con il futuro capo

Nel corso dell'iter di selezione incontrerete anche il vostro futuro capo. In alcune situazioni si tratterà del primo colloquio, in altre invece seguirà quello con la direzione del personale o con la società di consulenza che si è occupata della ricerca.Lo stile da adottare, come pure le informazioni da dare e da richiedere, variano rispetto ai diversi interlocutori. Inutile soffermarsi con il futuro capo sull' inquadramento e sulla retribuzione (che eventualmente tratterete con lui più avanti casomai il personale non accettasse la vostra richiesta), come poco efficace è chiedere a chi si occupa di selezione i dettagli sul ruolo prospettato.Quali argomenti trattare quando si incontra il responsabile della funzione?Essenziale è concentrarsi sulla posizione offerta. Bisognerà raccogliere i dati per dimensionarla, per capirne i progetti e le criticità e quindi saper presentare le proprie esperienze professionali in generale focalizzando gli aspetti più coerenti con il ruolo prospettato.Altro elemento da osservare è il capo stesso, le sue caratteristiche e più in generale il suo "stile". La sintonia, quando si lavora gomito a gomito, non è un dettaglio.
Cosa raccontare
1) Se siete alla vostra prima esperienza di lavoro Presentate la vostra storia scolastica e universitaria, spiegate i motivi della scelta, raccontate quali materie o esami avete preferito e date un giudizio critico sul vostro lavoro di tesi.Se avete maturato esperienze di stage, presentate nel dettaglio le attività che avete svolto. Non dimenticate di raccontare anche eventuali lavoretti estivi o occasionali (ufficiali o non) anche se vi sembrano distanti dal lavoro che oggi potreste svolgere. Prestate attenzione alla posizione offerta e chiedete eventuali informazioni e dati aggiuntivi.
2) Se avete già maturato esperienze professionali Trattate, nel dettaglio e con il linguaggio adatto, la vostra storia professionale. Precisate progetti, strumenti, metodologie e risultati prodotti. Evidenziate soprattutto gli aspetti della vostra esperienza più coerenti con la posizione che vi stanno prospettando e con l'azienda.
Una bozza di scaletta potrebbe essere:a) aziende/ studi dove avete lavoratob) dimensionamento delle posizioni ricoperte (concentrandosi sull'ultima su quella più coerente)c) descrizione delle posizioni in termini di:- compiti- obiettivi- progetti- responsabilità- problematiche- budget- numero di persone gestite- relazioni esterne- motivi che vi hanno fatto, eventualmente, cambiare lavoro- analisi critica della professionalità che avete accumulato.
Al vostro futuro capo interessano solo in seconda battuta le vostre aspirazioni e ambizioni. Per prima cosa vuole valutare le vostre competenze per vedere come queste potrebbero essere trasferite nella nuova posizione.Cercate, quindi, di capire con precisione il ruolo che vi viene prospettato così da poter proporre la vostra esperienza nel migliore dei modi.

Il colloquio con la direzione del personale

Nel corso dell'iter di selezione si incontrano interlocutori diversi. Non si tratterà però di repliche di uno stesso canovaccio perchè la dinamica fra due persone è sempre diversa e perché ognuno, rispetto al ruolo che ricopre, cercherà di indagare il candidato da un diverso punto di vista.
Obiettivo del colloquio con la direzione del personale La direzione del Personale è la funzione organizzativa responsabile della gestione dei dipendenti e quindi anche del processo di selezione che gestirà insieme al capo diretto della persona che si sta ricercando. Il Personale presterà attenzione soprattutto alle caratteristiche di personalità, alle aspettative e alle potenzialità mentre il futuro capo si concentrerà nel dettaglio sulle esperienze e fornirà precise informazioni sulla posizione. Insieme, quindi, contribuiranno a scegliere il candidato migliore considerando entrambi i fattori: preparazione, attitudini e personalità.A volte il potere di uno prevale sull'altro, ma in linea di massima la decisione dovrebbe essere di entrambi, proprio perché il loro accordo offre maggiori garanzie sulla copertura complessiva della posizione organizzativa.
Come presentarsi La prima scrematura dei curricula e quindi il primo incontro potrebbe essere anche con un selezionatore junior.Assolutamente vietato il <>. Fate piuttosto attenzione a presentare la vostra esperienza in modo che, anche chi è troppo giovane d'azienda e spesso laureato in materie umanistiche, riesca a comprendere la vostra storia professionale. Al bando gerghi e sigle, non lo colpirete di più. Anzi, il rischio è che, magari sentendosi a disagio non vi chieda spiegazioni e quindi, non riuscendo a decodificare la vostra storia, vi ritenga un candidato poco interessante. Ma, anche nel caso incontriate il direttore del personale o il responsabile della selezione, essere precisi e chiari faciliterà l'incontro. Nel presentarvi, quindi, non entrate tanto nel merito di ogni singola esperienza, quanto piuttosto fornite un quadro generale entro cui riportare la professionalità complessiva che avete via via acquisito. Poi, casomai, entrerete nel merito dei diversi aspetti.
Alcune domande tipiche
ad un giovane:- Mi racconta di lei?- Che mestiere/professione desidera fare?- Quali sono le sue aspettative?- Quali sono i suoi punti di forza e di debolezza?- Perché si è laureato/diplomato in… - (nel caso di studi fuori corso) Come mai il suo percorso scolastico/universitario è stato più lungo del previsto?- Quali attività ha svolto durante gli studi?- Perché ha mandato il curriculum a noi?
ad una persona con esperienza:- Mi racconta di lei e della sua preparazione? - Quali informazioni ha della nostra azienda? - Perché desidera cambiare realtà? - Quali sono stati i motivi per cui ha precedentemente cambiato azienda? - Quali sono le sue aspettative di carriera? - Qual è la sua richiesta retributiva?

Il colloquio con la società di ricerca

L’azienda può appoggiarsi a una società di ricerca e selezione esterna per diversi motivi:
riservatezza, non vuol fare sapere di voler assumere un nuovo dipendente. Le ragioni potrebbero essere: il titolare della posizione non sa ancora che lo si vuole destinare ad altro incarico oppure non si vogliono ricevere “pressioni” dall’interno o dall’esterno.
difficoltà a trovare candidati con profili difficilmente recuperabili sul mercato del lavoro e quindi ci si affida ad una società di head hunter (cacciatori di testa) che dovrebbe avere un archivio aggiornato di persone da “stanare”.
mancanza dello specialista nella selezione del personale all’interno.
periodo di forte carico di lavoro.
politica aziendale che prevede che alcuni livelli di collaboratori siano prima filtrati da specialisti esterni.Il fatto che una ricerca sia affidata a una società di ricerca e selezione non ci dice, quindi, nulla sul livello e sulla serietà generale della ricerca.Non è mai il consulente esterno a decidere chi assumere; il suo compito è quello di selezionare una rosa di candidati coerente con la posizione vacante da presentare al futuro capo e alla direzione del personale dell’azienda. In alcuni casi la società di ricerca si limita anche solo alla selezione su carta dei curricula lasciando tutte le altre fasi all’azienda.Il professionista della società di consulenza certamente è molto preparato nell’indagine del profilo psicologico del candidato dato l’ampio numero di candidati che incontra ogni giorno. Può essere invece meno ferrato sul contenuto professionale da esaminare anche se alcune aziende danno mandato solo a professionisti che conoscono molto bene e alcune volte provengono proprio da esperienze dirette nel settore specifico. Non aspettatevi, però, da lui una precisa descrizione dell’azienda e della posizione, che rimanderete invece ai colloqui con lo specialista del personale e soprattutto con il vostro futuro capo o con un vostro futuro collega.Durante il colloquio con la società di selezione dovete acquisire quegli elementi di base che vi permettano di inquadrare sommariamente la proposta tanto da permettervi di valutare se valga la pena di fissare un secondo colloquio.Come comportarsi Presentare le coerenze fra voi e la posizione offerta, ma anche raccontare in modo più esteso e meno circoscritto la vostra storia professionale per eventuali altre offerte che il consulente potrebbe farvi .Se vi rendete conto che il vostro profilo non è adatto alla posizione, cambiate rotta per valutare insieme altre opportunità.Ricordatevi di inviare eventuali aggiornamenti del vostro curriculum allegando una lettera di accompagnamento indirizzata a chi vi ha selezionato.

Il senso del colloquio

Obiettivo del colloquio di selezione è lo scambio di informazioni fra il candidato e il selezionatore, per valutare l’interesse reciproco:
*il selezionatore deve raccogliere i dati per verificare se le esperienze e caratteristiche della persona sono in linea con le esigenze del ruolo e a sua volta fornire le informazioni sulla posizione e sull'azienda, per permettere al suo interlocutore di valutare l’offerta.
*il candidato deve capire se la posizione offerta è in linea sue aspettative e qual è il grado di affinità con il futuro capo, oltre a raccontare di sé e delle proprie esperienze, in modo che l’azienda possa valutarne la corrispondenza con le caratteristiche ricercate.

Durante il colloquio di selezione ognuno dovrebbe, a rigor di logica, mettere a disposizione dell’altro informazioni e dati nell’interesse reciproco. Un candidato sovradimensionato rispetto alle esigenze del ruolo, come pure sottodimensionato, è infatti un rischio per entrambi:
*sul fronte azienda: obiettivi organizzativi non soddisfatti, gestione di un dipendente scontento del ruolo, possibile riavvio della ricerca.
*per quanto riguarda il candidato: rischio di lasciare un posto di lavoro più interessante di quello proposto oppure di non essere riconfermato dopo il periodo di prova.

Nessun problema quindi, se i rapporti fossero bilanciati. Ma non è sempre così e se, in situazioni paritetiche basterebbe (e non è poco) saper fornire correttamente le informazioni al proprio interlocutore per vagliare insieme i punti di contatto, in alcuni casi è l’azienda che per essere maggiormente attrattiva fa delle promesse che poi non manterrà, in altre il candidato a trovarsi a dover concorrere anche per posizioni poco interessanti. Bene quindi ascoltare il proprio interlocutore, considerando anche l’ipotesi che la sua comunicazione non sia del tutto trasparente.

Prima di affrontare un colloquio di selezione sarà anche bene valutare ogni volta la propria situazione professionale e psicologica perché questa determinerà un diverso stile di gestione del colloquio. In alcuni casi si potrà scegliere e permettersi di scartare delle ipotesi poco interessanti, in altri casi invece si cercherà di far di tutto per accettare, magari a malincuore, anche offerte poco stimolanti. La gestione del colloquio dipenderà inoltre anche dai diversi interlocutori che di volta in volta si incontreranno, dalle loro caratteristiche e dal loro diverso ruolo professionale.